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Istituto per la Ricerca Organologica e il Restauro |
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Note
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romano di Luigi Embergher. Informazioni sulla bottega Embergher a Roma Il primo periodo di attività
di Luigi Embergher a Roma, dopo il suo trasferimento da Arpino, come pure
l'anno in cui questa attività ebbe inizio e il susseguirsi dei diversi
indirizzi via via avuti, sono esposti in modo spesso contraddittorio dalle
fonti anche più recenti e manca ad oggi un serio e documentato lavoro di
archivio che supporti una ricostruzione attendibile. La fonte più comune cui ci
si riferisce (e certo la più credibile) sono le etichette contenute nei molti
strumenti tuttora conservati. La difficoltà consiste semmai nella mancanza di
un reale scambio di informazioni tra gli studiosi e i collezionisti che si
occupano di questo autore e, d’altro canto, nella relativa scarsità di reperti
attribuibili al primo periodo di attività di Embergher (sia ad Arpino che a
Roma), così che tuttora resta più di una incertezza relativamente ai suoi
spostamenti. Anche per venire incontro a
questa esigenza, è in preparazione su questo sito www.iror.it una pagina che
offra la possibilità di segnalare questi dati, oltre al numero di matricola
spesso segnato a penna sull’etichetta e altri particolari (es. l’eventuale
annotazione di una sigla sullo zocchetto), in modo da dare vita ad una sorta di
database che offra la possibilità di
condividere queste conoscenze tra gli studiosi e i collezionisti e permettere
una interpretazione più rigorosa delle informazioni. A margine di altre ricerche
che sto svolgendo sulla storia del mandolino romano, ho trovato assai
importante e fonte di scoperte interessanti la consultazione degli annuari
dell’epoca, una vera miniera di informazioni, non solamente per quanto riguarda
gli indirizzi dei laboratori di liuteria.
Pubblicata da Tito Monaci
fin dal 1871, sul modello di analoghi annuari che già si editavano in Europa e
in Italia, la Guida Monaci ebbe nel giro di pochi anni un successo notevole,
diventando la più importante pubblicazione del genere riguardo le attività
commerciali e professionali presenti a Roma. Pur con qualche carenza
dovuta alla difficoltà di reperire collezioni complete nelle biblioteche e
negli archivi più accessibili, l’analisi che ne risulta, ritengo possa essere
di qualche interesse e contiene anche alcune importanti informazioni
probabilmente inedite. La prima ricorrenza del nome
di Luigi Embergher come costruttore di strumenti musicali è nella Guida Monaci
del 1893 e riporta un indirizzo finora non noto del laboratorio Embergher:
Piazza Monte d'Oro, 29. E’ da notare che la comunicazione dei dati per la
pubblicazione sull’annuario era da effettuarsi entro i primi di dicembre
dell’anno precedente. Ne risulta che l’anno in cui Embergher aveva bottega a
questo indirizzo doveva essere il 1892, così come di un anno vanno anteposte
tutte le ricorrenze che più sotto riporterò. E’ interessante notare anche
come già dal primo anno Embergher acquistò uno spazio pubblicitario (detto
“annuncio speciale”) che poi continuò ad avere fino al 1901. Questo fatto
testimonia l’intraprendenza commerciale di Embergher che, seppur inserito da
poco nel tessuto produttivo romano (o forse proprio per questo) intravvide
l’importanza di una visibilità maggiore e in questo investì denaro. Gli anni
tra il 1890 e il 1900 sono peraltro quelli dove maggiore è la presenza di
costruttori di mandolino, anche di rilievo, e il mercato doveva certamente
essere in pieno sviluppo, almeno stando alla quantità di attività commerciali e
di “annunci speciali” riportati sulla Guida, anche in rapporto ad altri settori
produttivi; d’altro canto anche la concorrenza era inevitabilmente maggiore e
ben si capisce quindi come una forma di “aggressività commerciale” fosse
indispensabile a chi volesse emergere in questo mercato. Dal 1902 al 1928, Embergher
non acquistò più spazi pubblicitari, limitando la sua presenza al solo nome e
indirizzo nella categoria “strumenti musicali”. Riappare una sua inserzione
nel 1928 (dove può fregiarsi del titolo di Cavaliere, di cui fu nel frattempo
insignito) e prosegue fino al 1933. Se è vero che in questo periodo l’attività
di Embergher ebbe una contrazione notevole, tanto da dover ridurre il numero
dei dipendenti e i giorni di lavoro, è significativo che a fronte di ciò egli
decida di ricominciare ad investire in pubblicità. La presenza di Embergher sulla Guida Monaci si interrompe dopo il 1937: questo dato coincide sostanzialmente con la cessione dell’attività a Domenico Cerrone. Interessanti mi sembrano
anche le inserzioni pubblicitarie, dove esistenti: documentano alcuni passaggi
significativi dell’attività di Embergher. Dai suoi successi nelle esposizioni
internazionali alla rivendicazione delle sue invenzioni e brevetti, una
caratteristica questa, comune ai liutai di quell’epoca, almeno nell’ambito
mandolinistico, una sorta di attestazione di adesione alla modernità quasi
obbligatoria nel quadro della “seconda rivoluzione industriale” italiana, tanto
che molti artigiani depositavano le invenzioni più strampalate pur di potersene
fregiare sulla propria etichetta (anche quando queste riguardavano tutt’altro)
e spesso millantavano brevetti mai depositati e invenzioni mai create. Un solo anno, il 1897, viene
riportato sulla pubblicità, oltre all’indirizzo della fabbrica in Via
Tomacelli, anche quello di un deposito in via dei Condotti, 36. Di seguito si riporta
l’elenco delle annate consultate e gli indirizzi riportati e quindi le immagini
delle inserzioni pubblicitarie. Per alcuni anni sono stati consultati anche
altri annuari (segnatamente l’”Annuario d’Italia – Calendario Generale del
Regno” e l’”Annuario Italiano”), indicazione riportata, dove significativa.
Segnalo da ultimo che sull’”Annuario Italiano” del 1932-33 è riportata la
segnalazione del laboratorio “Embergher A. e F.lli” ad Arpino (allora in
provincia di Napoli). © Lorenzo Lippi - IROR Ottobre 2006 Bibliografia essenziale: M. Lizzani: “Guida Monaci: Roma di ieri, di oggi, di domani” da: “Strenna dei Romanisti”, 1952 R. Vannes: “Dictionnaire Universel des Luthiers”, 1975 R. Janssens: “Geschiedenis van de Mandoline”, 1982 P. Sparks: “The Classical Mandolin”, 1995 A. Timmerman: articoli sul
sito “www. Embergher.com”, 2004 M. Chiappini: fascicolo di
presentazione del Museo della Liuteria di Arpino R. Leenen - B. Pratt: “The Embergher Mandolin”, 2004
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